29 marzo 2015 Commemorato dalla polizia di New York il 106° anniversario della morte di Joe Petrosino

Commemorato dalla polizia di New York il 106° anniversario della morte del tenente originario di Padula Joe Petrosino, avvenuta la sera del 12 marzo 1909.

Presenti i vertici della polizia di New York, unitamente ai dirigenti dell’Associazione Joe Petrosino in America, tra cui Jerry D’Amato e Vita Scaturro e l’ospite d’onore della serata, Daniel Nigro, comandante dei Vigili del Fuoco dello Stato di New York.

bassorilievo

bassorilievo raffigurante Joe Petrosino

A distanza di 106 anni dalla sua morte, il ricordo di Joe Petrosino è ancora molto vivo in America tanto che la televisione americana sta realizzando un documentario le cui riprese prenderanno il via nel prossimo mese di maggio, sulla vita di Joe Petrosino che si snoda sul triangolo Padula – New York – Palermo.

-articolo tratto da ondanews-

giovedì 12 marzo 2015 -106 anniversario dell’omicio di “Joe Petrosino”

locandina dell'evento realizzata dall'ANPS sezione di Palermo

locandina dell’evento realizzata dall’ANPS sezione di Palermo

Verra’ commemorato il prossimo 12 marzo-ore 11,00  a Palermo Joe Petrosino, il luogotenente della Polizia di New York, trucidato a Palermo dalla mafia nel 1909.

La celebrazione prevede, tra l’altro,  la  deposizione di una corona di alloro presso il giardino Garibaldi in Piazza Marina, luogo dell’omicidio, alla presenza di autorità civili e militari.

 

 

sabato 7 febbraio 2015 ore 17,00 Arte e Legalità

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Padula 30 dicembre 2014 presentazione del libro “Pietre sull’oceano” di Luca Guardabascio

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A New York come ogni anno, il gala nel ricordo di Joe Petrosino da: “La Voce d’NY”

In memoria del poliziotto neyorkese ucciso 105 anni fa dalla mafia a Palermo, la Lt.Det. Joseph Petrosino Association in America ha consegnato in un locale di Howard Beach gli annuali riconoscimenti.Immagine
Il nome di Joe Petrosino è molto noto a New York: un poliziotto italoamericano che nei primi anni del Novecento si distinse per la sua lotta alla Mano Nera,l’organizzazione di stampo mafioso che dilagava a Little Italy. Ricatti, estorsioni, omicidi,avevano presa facile tra gli immigrati italiani che vivevano in condizioni di grande povertà e ignoranza, era diventata una questione di ordine sociale, ma anche economica, culturale, e l’allora assessore della Polizia Theodore Roosevelt (diventato poi presidente degli Stati Uniti) ripose la sua fiducia in questo poliziotto italiano serio, determinato, coraggioso, promuovendolo sergente e mettendolo a capo di una squadra per combattere la criminalità in quei quartieri dove la mafia stava rovinando la vita di centinaia di migliaia di persone.Non erano solo il senso del dovere e l’etica del lavoro a spingere Petrosino a prendere a cuore quella che era per lui in realtà una missione: si trattava della vita di uomini e donne che conosceva bene, che vivevano in condizioni di estrema difficoltà,che venivano messi in ginocchio dalla mafia, derubati, terrorizzati,uccisi, e sapeva che le radici di quel male erano da ricercare anche altrove, in quell’Italia da cui anche lui veniva.Le sue tecniche investigative furono innovative,lavorava sotto copertura, risolse casi importanti, da sergente divenne tenente, Lieutenant Detective per l’esattezza, del New York Police Department, e in questa veste andò in Sicilia il 12 marzo del 1909, in una missione top secret ma, si sa, le voci corrono in fretta, Joe Petrosino era atteso, e venne assassinato a poche ore dal suo arrivo nella centralissima Piazza Marina di Palermo.

Svelato killer di Joe Petrosino: a New York commemorazione sulla tomba del poliziotto di origini padulesi

La tomba di J. Petrosino al Calvary Cemetery

A pochi giorni di distanza dalle rivelazioni che hanno svelato il nome del killer di Joe Petrosino, nel Cimitero del Calvario di New York si è tenuta una solenne commemorazione, alla presenza, tra gli altri, dell’ANPS sez. New York – New Jersey e dell’Associazione Lt. Det. Joseph Petrosino, che in America lavorano con impegno e passione per mantenere vivi il ricordo e l’esempio di Joe Petrosino: le sue ostinate e meticolose indagini sulla Mano Nera, che lo portarono nel 1909 a tornare in Italia, costarono la vita al detective, facendone una delle prime vittime illustri della mafia.

Paolo Palazzotto ha ucciso Joe Petrosino il 12 marzo 1909,questa la verità a 105 anni di distanza, un “vanto” per la famiglia Palazzotto e per la sua tradizione di appartenenza alla mafia: “Ha fatto lui l’omicidio del primo poliziotto ucciso a Palermo, lo ha ammazzato lui Joe Petrosino”, parole pronunciate dal giovane Domenico Palazzotto, arrestato insieme ad altri 94 “uomini d’onore”.

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da sx il giudice Grasso, Jo Di Pietro,Sergio Cirelli (Presidente ANPS USA sez. New York New Jersey), Jim Lisa (Presidente Lt. Joe Petrosino Association in America), sig.ra Vita Scaturro, rag. Pasquale Carucci

 

Padula, New York, Palermo, i tre luoghi simbolo della vita e dell’azione di Petrosino, sono state scosse da una ventata di emozioni: una notizia così importante non può assolutamente lasciare indifferenti. E così a New York, sulla tomba del detective, si è tenuto un momento di commemorazione e di ricordo di Joe Petrosino: “Se oggi noi tutti siamo qui sulla tomba di Joe Petrosino è anche per dire grazie alla Polizia di Stato per il lavoro meticoloso nella ricerca della verità -  ha dichiarato nell’occasione Sergio Cirelli, Pres. ANPS se. New York – New Jersey – E’ a loro che deve andare il nostro più sentito ringraziamento per essere arrivati alla conclusione di una storia iniziata nel 1909, ponendo fine alle indagini di quest’ omicidio così brutale.  La chiusura del caso Petrosino è particolarmente significativa, perché dimostra come, per la Polizia di Stato, la lotta alla criminalità organizzata sia un impegno continuo, che non  non conosce limiti di tempo”.

Il cammino di chi lotta contro la mafia non si ferma con la morte, così come affermato dal giudice Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”

- Filomena Chiappardo – ondanews del 1.7.2014

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un momento della cerimonia

RISOLTO OMICIDIO DI JOE PETROSINO By Vita Scaturro (tratto da GIA edition XXVI del 26 giugno 2014)

Dopo centocinque anni, svelata l’identità del killer di Joe Petrosino, il detective più famoso di tutti i tempi. A fermare in Sicilia il suo cammino di poliziotto coraggioso e determinato fu Paolo Palazzotto.Il nome non è nuovo, perché questo mafioso fu il primo sospetto ad essere interrogato dopo l’omicidio di Petrosino, per essere poi scarcerato per insufficienza di prove. Nel corso degli anni, si sono menzionati come responsabili dell’assassinio vari membri di cosche criminali come i Costantino, i Lupo, i Morello e i Passananti, ma sia i giornali che le indagini hanno sempre tenuto aperta la pista del Palazzolo. Questi ammazzò

da sx Nino Melito Petrosino (pronipote di Joe), Sergio Cirelli (presidente ANPS USA sez New York New Jersey)

da sx Nino Melito Petrosino (pronipote di Joe), Sergio Cirelli (presidente ANPS USA sez New York New Jersey)

Petrosino per conto di Vito Cascioferro, mentre il tenente della polizia di New York si trovava in missione a Palermo. La sera del 12 marzo 1909, ricevette una telefonata da un falso informatore (il Palazzolo), il quale gli chiese d’incontrarlo in Piazza Marina, per fornirgli informazioni su alcuni boss locali. Era una trappola, e appena Petrosino arrivò all’appuntamento fu freddato da tre colpi di pistola in rapida successione, che crearono panico fra la piccola folla che aspettava l’arrivo del tram a pochi passi di distanza.La soluzione del caso è venuta dalle intercettazioni telefoniche che hanno portato in carcere in questi giorni un gran numero di mafiosi siciliani. In una delle registrazioni, si sente Domenico Palazzolo (arrestato questa mattina) che si vanta dell’appartenenza della propria famiglia alla mafia da moltissimi anni, affermando ad un certo punto che Joe Petrosino è stato assassinato da Paolo Palazzolo, lo zio di suo padre, per ordine di Vito Cascioferro. ”Il 23 giugno 2014 diventerà una data storica per  le forze di polizia italiane e statunitensi, perché oggi, grazie all’arresto di novantacinque malavitosi a Palermo, sappiamo finalmente con certezza chi assassinò il tenente Joe Petrosino nel 1909″. Così ha commentato Sergio Cirelli, Ispettore Capo della Polizia di Stato, alla notizia che il caso Petrosino è stato risolto. Sergio Cirelli, in qualità di fondatore e Presidente dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato di New York e del New Jersey, intitolata a Joe Petrosino, è particolarmente lieto dell’annuncio odierno: “Sono molto grato alle forze dell’ordine per il lavoro meticoloso svolto alla ricerca della verità. E’ a loro che deve andare il nostro più sentito ringraziamento, per esser arrivati alla conclusione di una storia iniziata nel 1909, ponendo fine alle indagini di quest’ omicidio così efferato.” Inoltre il Presidente Cirelli ha dichiarato “ La chiusura del caso Petrosino è particolarmente significativa perché dimostra come la lotta alla criminalità organizzata delle forze dell’ordine sia  un impegno continuo che non si arrende mai e non conosce limiti di tempo. Se è indubbio che in questo caso specifico vi sia stato un pizzico di fortuna, è altrettanto vero che l’operato della polizia, svolgendosi su molti fronti, sempre con la massima tenacità, crea situazioni favorevoli che portano risultati ben al di là di uno specifico obiettivo di giustizia.”

Palermo – Le intercettazioni del boss sull’omicidio di Joe Petrosino (23.06.14)

https://www.youtube.com/watch?v=FY0tDKFyqjg

Piazza Marina Palermo 12 marzo 1909- 2014 – 105 anni dalla morte di Joe Petrosino -

La locandina dell'evento

La locandina dell’evento realizzata dall’ANPS sezione di Palermo

Il prossimo 12 marzo, una delegazione dell’Associazione Internazionale Joe Petrosino e di cittadini padulesi renderà omaggio al poliziotto Joe Petrosino a Palermo, a Piazza Marina, luogo dell’agguato che costò la vita al detective simbolo della lotta contro la “Mano Nera”.

Alle ore 10.00, all’Hotel De France, si terrà un incontro-dibattito sulla figura di Joe Petrosino e alle ore 16.00 avrà poi luogo la commemorazione ufficiale alla presenza del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e di autorità civili e militari. A seguire, presso il Palazzo delle Aquile, si terrà la presentazione in prima nazionale del libro “L’omicidio di Joe Petrosino” di Anna Maria Corradini. Oltre all’autrice, interverranno il sindaco Orlando, il sindaco di Padula, Paolo Imparato, Nino Melito Petrosino, pronipote del poliziotto, Tiziana Bove Ferrigno, Assessore alla Cultura del Comune di Padula, Giovanni Cancellaro, presidente dell’associazione internazionale Joe Petrosino e Sergio Cirelli, presidente dell’ANPS ( Associazione Nazionale Polizia di Stato) sez. New York – New Jersey.

Continua la collaborazione tra l’Associazione Internazionale di Padula e l’ANPS con la realizzazione da parte della sezione di Palermo della locandina delle celebrazioni 2014. Oltre alla celebrazioni ufficiali, presso la Residenza Universitaria “San Severio”, grazie all’impegno dell’Istituto Superiore per la Difesa delle tradizioni e del prof. Roberto Trapani della Petina, è prevista anche la consegna di una statua raffigurante Joe Petrosino, realizzata dal giovane scultore Gabriele Venanzio e di un dipinto della pittrice Federica Scaletta, che andranno ad arricchire ulteriormente le opere realizzate in onore del poliziotto, diventando patrimonio della Città di Padula.

- Filomena Chiappardo – ONDANEWS

 

L’ omicidio di Joe Petrosino. Misteri e rivelazioni di Corradini Anna Maria

L' omicidio di Joe Petrosino. Misteri e rivelazioniLa ricostruzione della complicata storia è un mosaico le cui tessere sono state collocate dopo un’attenta analisi di tutto quello che erano indizi e prove raccolte nel dossier dagli inquirenti. Il delitto rimase impunito per una serie di circostanze che saranno evidenziate nella presente opera, sempre deducibili da precisi riferimenti contenuti negli articoli e nei documenti archivistici, nonché con il fondamentale contributo di altre pubblicazioni accreditate sull’argomento, come quelle di Arrigo Petacco e Andrea Volpes, fondamentali come guida per gli ulteriori approfondimenti di questo lavoro. Gli autori, entrambi giornalisti, hanno scritto interessanti pagine sul caso rimasto irrisolto. Anche se non si potrà mai sapere chi furono gli esecutori e i mandanti del terribile delitto, tuttavia questa ulteriore ricerca si prefigge di apportare un contributo significativo sull’intricata vicenda dell’omicidio.