XIV edizione 7 settembre 2015

 

locandinaSi è tenuto lunedì 7 settembre, presso la Certosa di San Lorenzo a Padula, la XIV edizione del “Premio Internazionale Joe Petrosino”, organizzato dall’ “Associazione Internazionale Joe Petrosino”.

L’importante riconoscimento viene assegnato ogni anno a magistrati, rappresentanti delle Forze dell’Ordine, esponenti della società civile che si sono particolarmente distinti nella lotta contro il crimine organizzato.

 

Da sx . Ignazio Cutrò, Sandro Ruotolo, Comandante Alfa

 

Quest’anno il premio è stato consegnato al giornalista Sandro Ruotolo, al Comandante Alfa, del Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri, e ad Ignazio Cutrò, presidente “Associazione Nazionale testimoni di giustizia”.

 Ad aprire l’incontro, moderato dal giornalista Rocco Brancati, sono stati i saluti del sindaco Paolo Imparato, di Nino Melito Petrosino, pronipote di Joe Petrosino, di Vincenzo Lamanna, presidente dell’”Associazione Internazionale Joe Petrosino”.

Presenti Paola Toti, militante antimafia e pronipote di Enrico Toti, e il giornalista Rino Giacalone, che hanno ricevuto attestati di benemerenza per le loro importanti attività.

“Far conoscere chi era Joe Petrosino significa ripercorrere la storia passata dei nostri emigranti e presentare, a mezzo di una rivisitazione storica, il fenomeno mafioso, le sue radici italo-americane e la lotta perpetrata da questo valoroso poliziotto contro la sua diffusione e le sue ramificazioni - sottolineano dall’Associazione - Rivisitare la vita di Joe Petrosino e la sua attività investigativa ci porta ad operare raffronti e collegamenti con l’attualità quotidiana ed a confrontarci con tutte le forme di criminalità organizzata oggi esistenti allo scopo di debellarle”.

I premiati di questa edizione  rappresentano dei simboli forti nella lotta alla criminalità: il Comandante Alfa è un esempio di sacrificio quotidiano e di impegno costante in operazioni molto difficili e delicate, il giornalista Sandro Ruotolo ha ricevuto minacce di morte per i suoi servizi giornalistici dal boss Zagaria,  e particolarmente toccante è anche la storia di Ignazio Cutrò, imprenditore siciliano, sottoposto, assieme alla famiglia, ad un programma speciale di protezione per aver denunciato i suoi estorsori. Il primo attentato risale alla sera del 10 ottobre 1999 quando gli fu bruciata una pala meccanicain contrada Canfutino a Bivona e Cutrò presentò la prima denuncia contro ignoti. Da quel momento è un susseguirsi di minacce e intimidazioni, fino al 2006 quando Cutrò decide di diventare un testimone di giustizia, denunciando i suoi estorsori.  Grazie alle sue testimonianze viene avviata l’operazione “Face off”, nella quale vengono arrestati i fratelli Luigi, Marcello e Maurizio Panepinto.

 Filomena Chiappardo
(addetto stampa dell’Ass.ne)

 

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