Svelato killer di Joe Petrosino: a New York commemorazione sulla tomba del poliziotto di origini padulesi

La tomba di J. Petrosino al Calvary Cemetery

A pochi giorni di distanza dalle rivelazioni che hanno svelato il nome del killer di Joe Petrosino, nel Cimitero del Calvario di New York si è tenuta una solenne commemorazione, alla presenza, tra gli altri, dell’ANPS sez. New York – New Jersey e dell’Associazione Lt. Det. Joseph Petrosino, che in America lavorano con impegno e passione per mantenere vivi il ricordo e l’esempio di Joe Petrosino: le sue ostinate e meticolose indagini sulla Mano Nera, che lo portarono nel 1909 a tornare in Italia, costarono la vita al detective, facendone una delle prime vittime illustri della mafia.

Paolo Palazzotto ha ucciso Joe Petrosino il 12 marzo 1909,questa la verità a 105 anni di distanza, un “vanto” per la famiglia Palazzotto e per la sua tradizione di appartenenza alla mafia: “Ha fatto lui l’omicidio del primo poliziotto ucciso a Palermo, lo ha ammazzato lui Joe Petrosino”, parole pronunciate dal giovane Domenico Palazzotto, arrestato insieme ad altri 94 “uomini d’onore”.

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da sx il giudice Grasso, Jo Di Pietro,Sergio Cirelli (Presidente ANPS USA sez. New York New Jersey), Jim Lisa (Presidente Lt. Joe Petrosino Association in America), sig.ra Vita Scaturro, rag. Pasquale Carucci

 

Padula, New York, Palermo, i tre luoghi simbolo della vita e dell’azione di Petrosino, sono state scosse da una ventata di emozioni: una notizia così importante non può assolutamente lasciare indifferenti. E così a New York, sulla tomba del detective, si è tenuto un momento di commemorazione e di ricordo di Joe Petrosino: “Se oggi noi tutti siamo qui sulla tomba di Joe Petrosino è anche per dire grazie alla Polizia di Stato per il lavoro meticoloso nella ricerca della verità -  ha dichiarato nell’occasione Sergio Cirelli, Pres. ANPS se. New York – New Jersey – E’ a loro che deve andare il nostro più sentito ringraziamento per essere arrivati alla conclusione di una storia iniziata nel 1909, ponendo fine alle indagini di quest’ omicidio così brutale.  La chiusura del caso Petrosino è particolarmente significativa, perché dimostra come, per la Polizia di Stato, la lotta alla criminalità organizzata sia un impegno continuo, che non  non conosce limiti di tempo”.

Il cammino di chi lotta contro la mafia non si ferma con la morte, così come affermato dal giudice Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”

- Filomena Chiappardo – ondanews del 1.7.2014

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un momento della cerimonia

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